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Importante per la rappresentazione dei dati ottenuti è cambiare l’approccio dell’analisi; esso deve avere come fine ultimo non solo quello di verificare il rispetto dei limiti imposti dalla legge, ma anche di effettuare un’interpretazione dei dati e quindi, interrogarsi sulla fonte dell’inquinamento, sui periodi in cui esso si verifica e cosa fare per limitarne gli effetti. Considerare esclusivamente il rispetto del limite di una sostanza inquinante non è un approccio esaustivo per il monitoraggio dell’inquinamento ambientale; infatti, sono diversi i composti cancerogeni per cui il rispetto del limite corrisponde comunque a delle conseguenze sulla salute. Un esempio è costituito dal benzo(a)pirene, sostanza che, secondo le analisi dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è associata ad un incremento di 9 casi di cancro ai polmoni ogni 100.000 abitanti, per ogni incremento di 1 nanogrammo a metro cubo della sua concentrazione nell’aria. Le concentrazioni limite sono quindi ancora oggi non del tutto adeguate a supportare e sostenere le comunità e i territori rispetto ai danni che si possono produrre per la salute e per l’ambiente. Inoltre, le valutazioni di impatto ambientale devono riferirsi a molte più sostanze e non solo a inquinanti convenzionali.

Il monitoraggio dei Composti Organici Volatili (COV), per i quali non esiste un limite previsto dalla legge, può avere un impatto positivo ed uno dei ruoli degli ambientalisti dev’essere quello di sensibilizzare i cittadini affinché venga compresa l’importanza di queste tecnologie di controllo.

La scelta del sistema di monitoraggio viene fatta in base:

  • al luogo di interesse;
  • alla risoluzione temporale del sistema;
  • all’accuratezza e precisione del sistema di controllo;
  • alla tipologia di inquinante in analisi (caratteristiche e a quali livelli di concentrazione).

 Tra le tecnologie utilizzate per il monitoraggio vi è il PID (photo ionization detector), brevettato dal prof. Antonio Fornaro e dal Prof. de Gennaro Gianluigi. Questo strumento che ha la forma di una scatola di medie dimensioni, è in grado di rilevare e determinare la concentrazione dei COV dispersi nell’aria.

 I composti organici volatili (COV) possono essere identificati in numerosi composti chimici quali idrocarburi alifatici, aromatici e clorurati, aldeidi, terpeni, alcoli, esteri e chetoni. I COV negli ambienti indoor sono contenuti nei prodotti cosmetici, nei deodoranti, nei dispositivi di riscaldamento, nel fumo di sigaretta, ecc. I COV possono essere causa di gravi alterazioni dello stato di salute; ad alte concentrazioni negli ambienti interni, possono causare effetti dannosi a carico del sistema nervoso centrale. Alcuni di essi sono riconosciuti cancerogeni per l'uomo o/e per gli animali.

Il PID funziona grazie ad una piccola lampadina contenente plasma di argon e crea una piccola radiofrequenza che produce una radiazione UV; quest’ultima è in grado di reagire con la molecola ionizzandola, producendo un impulso elettrico che viene analizzato e convertito in un grafico grazie ad un’elaborazione computerizzata.

Gli alunni della classe 5^ ABIO si sono alternati nell’utilizzo di due strumenti PID per il monitoraggio dei COV all’interno delle loro abitazioni.

Nel secondo incontro con il Prof. de Gennaro, gli alunni hanno presentato e analizzato i dati del monitoraggio da loro effettuato.

Nel corso del commento dei grafici, il Prof. de Gennaro ha evidenziato quanto sia importante valutare i risultati ottenuti dalle analisi e mettere in relazione le caratteristiche dell’ambiente di lavoro e come queste influenzino i risultati stessi. Parametri importanti sono: la planimetria della stanza in cui viene collocata la strumentazione, la presenza umana nella vicinanza dello strumento, le possibili interferenze causate da ulteriori fattori.

 

RACCOLTA DEI DATI

Cucina di Nicolò De Lucia – Terlizzi

Il sensore è stato adoperato dalle ore 11:20 alle ore 12:20 e posizionato all’altezza di 1 m da terra su di un sostegno in plastica alto 0,5 m, all’angolo della stanza (una cucina) alta 3 m, vicino alla porta e coi fori d’areazione rivolti verso il centro della stanza. La stanza è dotata di due finestre (poste dal lato opposto del sensore e della porta) una delle quali più piccola, ma entrambe aperte a cuneo. Al momento delle analisi l’ambiente risultava moderatamente areato, la stanza era occupata da una persona, che stava cucinando utilizzando un forno (fonte importante di COV) e la temperatura era rimasta costantemente a 25°C. In particolare, si è casualmente bruciato del burro che ha emesso molto fumo causando vari picchi e successivamente dopo aver spalancato la finestra, una diminuzione degli stessi.

Stanza di Giosuè Toto - Molfetta

Il sensore è stato posto sul pavimento ad 1 m dalla finestra che è rimasta chiusa, in una stanza da letto alta 3m e larga 3m e lunga 2,5 m. L’analisi è stata eseguita dalle 13.30 alle 14.30 con una temperatura costante di 22°C. Si può notare un picco di 1.2 TVOC causato dall’avvicinamento di una maglietta impregnata di profumo. L’esperienza è stata eseguita con la presenza di una sola persona nella stanza.

Stanza di Flavio Mezzina – Molfetta

La misurazione dei composti organici volatili è stata effettuata in un primo momento nella camera da letto (3m x 6m), il rilevatore è stato posizionato sulla scrivania con una distanza dalle pareti, di circa 20 cm. ed è rimasto acceso per circa 1 h.  Ha registrato una temperatura di circa 28 °C per la vicinanza alla finestra e per la luce del sole. Sono stati rilevati circa 0,4603 ppm. Nel grafico sono presenti due picchi dovuti all’avvicinamento di due vecchi libri, vicino al PID. La rivelazione è stata effettuata per una sospetta elevata presenza di solidi in sospensione, responsabili di allergie

<-- Planimetria della camera di Flavio

Soggiorno di Flavio Mezzina – Molfetta

La seconda rilevazione è stata effettuata nel soggiorno (5m x 6m), è stato posizionato sul tavolino ad un’altezza pari a 0,5 m con una distanza laterale di pareti o altri oggetti di circa 1 o 2 m. Il rilevatore ha misurato la presenza di COV per circa 1h; ha registrato una temperatura di circa 29 °C e una concentrazione media di circa 0,4480 ppm. Nel grafico sono presenti alti e frequenti picchi dovuti a continui movimenti di oggetti polverosi (es. coperta). L’analisi è stata effettuata nel soggiorno, per registrare la quantità di COV presenti nella stanza, più utilizzata in casa.

 

<-- Planimetria del soggiorno di Flavio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Soggiorno di Martina Uva – Molfetta

 

Il sensore ha iniziato ad analizzare la qualità dell’aria (in particolare la presenza di COV) dalle ore 20:15 alle ore 21:20 ed era posizionato a terra leggermente distante da una finestra a una temperatura di 27°C. Dalle ore 20:15 fino alle ore 20:42 non si è registrato alcun picco perché la finestra era chiusa con una persona nella stanza. Dalle ore 20:42 fino alle ore 20:44 circa si sono registrati vari picchi per la presenza di un profumo per ambiente sempre con la finestra chiusa e una persona all'interno della stanza. Dalle ore 20: 44 fino alle ore 20:58 circa il profumo si è diffuso nell’aria ed è per questo che si ottiene un andamento decrescente. Dalle ore 20:58 fino alle ore  20:20 si registra un altro andamento decrescente dovuto all’apertura della finestra.

 

 

 

 

 

 

 

<-- Planimetria del soggiorno di Martina

 

Salone di Luca Palombella – Molfetta

 

L’analisi per la determinazione della concentrazione (espressa in ppm) totale dei Composti Organici Volatili è stata eseguita nel salone di casa per circa 1 h (19:00-20:00).  L’ambiente durante l’esecuzione è stato chiuso, inoltre era stato attivo fino a poco tempo prima il forno; infatti, è stata registrata una temperatura di 27°C, al di sopra della temperatura ambiente(20°C-21°C). Per circa trenta minuti l’andamento del grafico è risultato costante con una concentrazione di circa 0,3344 ppm; dopo questo lasso di tempo è stato avvicinato al PID un fazzoletto con dell’igienizzante; infatti, nel grafico è possibile notare la presenza dei picchi, nei quali sono state registrate concentrazioni di circa 2,0-3,0 ppm. Il rilevatore di COV è stato posizionato sul tavolo, ad un’altezza dalla superficie del pavimento pari a 75 cm e ad una distanza dalle pareti pari a 180-200 cm.

 

 

 

 

 

 

 

 

<-- Planimetria del salone di Luca

 

Stanza di Silvio Brahe – Terlizzi

Il rilevatore è stato posto per 40 min in una stanza da letto rettangolare di dimensioni 4x3m accanto ad una scrivania che si trova in una zona centrale. La distanza tra il rilevatore e la finestra è di 1,5 m mentre è di 2,5 m dalla porta che si affaccia sul soggiorno; la porta e la finestra si trovano in parallelo ed agli estremi della camera. Nella camera è presente un soppalco che dista dal pavimento 2,5 m. All’inizio della misurazione, la finestra era chiusa e la temperatura era leggermente superiore alla temperatura ambiente. Per i primi minuti si sono registrati dei picchi molto lievi forse per la presenza di una persona. Dopo aver spruzzato del profumo, lo strumento ha registrato un picco; dopo il picco sono state aperte sia la finestra che la porta e si è creata una corrente d’aria e nel grafico si registrano valori via, via minori.

Cucina di Edoardo Bufi – Molfetta

 

Il PID è stato posizionato al centro del tavolo della cucina (larghezza 78 cm, lunghezza 140 cm), distanza dal muro 135 cm, e altezza dal pavimento di 75 cm. L’analisi è stata eseguita in un tempo di circa 1 h: dalle ore 20:00 alle 21:00 circa. L’ambiente, durante la registrazione dell’andamento quantitativo, è stato in un primo momento chiuso per circa 20 minuti con la porta che si affaccia sul balcone chiusa e la temperatura interna registrata è stata di 27°C-28°C, mentre la concentrazione in parti per milioni (ppm) oscillava in maniera continua. Successivamente, in casa è entrata una persona e ha iniziato a cucinare, accendendo il forno. E’ stata condotta l’analisi per i restanti 40 min circa, con la finestra aperta rilevando una temperatura sempre di 27°C– 28 °C. Il picco che si può rilevare potrebbe essere attribuito al fatto che si è provato a soffiare vicino alla bocchetta di aspirazione dell’aria. La concentrazione finale è stata di 0,2842 ppm.

Stanza di Fabio Altamura – Molfetta

La rilevazione dei COV è stata svolta all'interno della camera da letto, avente una lunghezza di 5,5 m e una larghezza di 3,5 m. Il rilevatore PID è stato posto al centro della stanza, su di una scrivania. L'analisi è stata svolta per 1 h all'interno della camera mentre una persona vi stazionava. Finestra e porta della camera erano chiuse e all'interno della stanza non è entrato nessun altro durante il tempo di rilevazione. Dal grafico si rilevano alcuni picchi, dovuti agli spostamenti all'interno della camera.

Stanza di Ilaria Valente – Bisceglie

L'analisi è durata più o meno 1 h, è stata eseguita in una camera che è larga 4 m e ha una lunghezza di 3,2 m. Nella camera è presente un balcone che durante l'analisi è rimasto chiuso. Il rilevatore era posto sopra la scrivania lontano dal balcone.

Si può notare come inizialmente il grafico non mostra picchi, dopo un po' si registra un grande picco dovuto alla presenza di una persona che si era cosparsa di un profumo.

Salone di Cristina Pellegrini – Bisceglie

L’analisi per la determinazione della concentrazione TVOC, espressa in ppm, è stata eseguita nel salone per circa 1 h, dalle ore 19:10 alle ore 20:10. Durante l’uso dello strumento, il balcone della stanza è stato chiuso. La temperatura era di 26°C poiché durante il pomeriggio era acceso l’impianto di riscaldamento. Il picco delle 19.50 circa è dovuto dall’accensione di una candela profumata.

Il rilevatore è stato posizionato sul tavolo: ad un’altezza dal pavimento di 80 cm e ad una distanza dalle pareti di 1,80 m. La stanza è di dimensioni: 3,5 m di lunghezza, 4,5 m di larghezza e 3,2 m di altezza.

 

 

 

 

 

<-- Planimetria di Cristina

OSSERVAZIONE E ANALISI DEI DATI

La media dei valori di TVOC è circa 0.41 ppm. Secondo i dati offerti dalla comunità scientifica sono valori marginali, ma da tenere sott’occhio, perché i valori dei picchi in casa di Uva, Toto e Valente sono risultati pericolosi. A Molfetta, in casa di Bufi si ha una concentrazione TVOC molto minore rispetto a quella di Uva dovuta sicuramente all’utilizzo di deodoranti per l’ambiente. Si può affermare che quindi un eccessivo uso dei profumi causi un pericoloso aumento dei TCOV. Il profumo utilizzato da Brahe risulta meno dannoso. Si noti che nelle cucine i TVOC sono più alti della media, ma non raggiungono valori preoccupanti e le oscillazioni sono varie perché si passa da situazioni statiche a situazioni in cui estraendo un alimento dal frigo, la concentrazione dei COV aumenta perché quell’oggetto presenta un particolare odore. Non risultano anomalie rilevanti nelle varie città.

 

A.S.  2021-2022                                                                                      CLASSE 5^ABIO