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Giuseppe vanta questo titolo per ciò che ha fatto durante il lockdown dello scorso anno. “Era marzo – racconta Antonella la Grasta – eravamo entrati nel primo lockdown quando mi giunse la proposta dell’ingegnere Francesco Samarelli di coinvolgere il nostro istituto nell’iniziativa di beneficenza la Rete Covid Solidale Puglia, finalizzata alla produzione di visiere in plastica da donare ad ospedali e chi ne avrebbe avuto bisogno. Il nostro dirigente scolastico è subito stato d’accordo e ho portato l’idea ai miei alunni di I Ci, sottolineando l’importanza delle nostre azioni nel periodo di pandemia che incombeva. A fine lezione fu Giuseppe stesso a contattarmi e a darmi la sua piena disponibilità”.
C’era solo un piccolo problema. Giuseppe ha una stampante piccola e non tutte le attrezzature disponibili invece a scuola. “Non aveva il file da cui partire per la stampa, né i materiali adatti. Mi riferì che avrebbe acquistato tutto online, voleva rendersi utile ad ogni costo. Ne parlai con Francesco Samarelli che aiutò Giuseppe a superare i problemi, e Giuseppe partì un treno: la sua piccola stampante lavorava giorno e notte. I vicini lamentavano i rumori, lui produceva, il padre Arcangelo mi consegnava il tesoro che suo figlio stampava, pronto per l’assemblaggio”.
Come ogni bella storia, arriva l’intoppo. “Un giorno il papà di Giuseppe mi chiama disperato dicendomi che la piccola stampante si era rotta e nessuno avrebbe potuto ripararla: i centri di assistenza erano tutti chiusi a causa della quarantena. Dispiaciuta, mi rassegnai all’idea che Ruvo non sarebbe stata più tappa di raccolta di visiere – continua il racconto della docente – Mi sbagliavo: Giuseppe, silenziosamente e in maniera testarda, da solo, riuscì a riparare la sua creatura di metallo e farla ripartire. Da allora non si è più fermata, arrivando a produrre oltre 300 visiere”.
Poi l’idea di premiare il lavoro di Giuseppe Cassano. Una bella sfida, vista la giovane età di Giuseppe. Alfiere della Repubblica a soli 15 anni? Una gran bella sfida, una motivazione straordinaria. All’insaputa del ragazzo, parte l’iter, e ieri ecco il grande giorno. “Squilla il telefono – conclude la docente – Numero sconosciuto: era la dottoressa Beatrice Morano che mi comunicava che Giuseppe era stato insignito, dal Presidente della Repubblica, dell’altissima onorificenza”. Un sogno che si avvera.
Poi il cerchio si chiude come meglio non poteva. “Erano le 13, stavo facendo lezione proprio con la sua classe – il racconto – Ad un certo punto lui mi dice che deve spegnere la telecamera perché i carabinieri sono sotto casa sua. Ho pregato il mio alunno affinché tenesse la webcam accesa: la sua timidezza ha vinto, era viola, ma estremamente contento. E noi più di lui”.
Un Alfiere a quindici anni, dopo un primo anno di scuola superiore, vissuto nel periodo più strano per la scuola e la società tutta. "Sicuramente l’emozione provata è stata molto grande ed è molto difficile da spiegare. Posso dire solamente che non mi sarei mai aspettato tutto questo e che sono soddisfatto semplicemente perché ho aiutato in prima persona coloro che aiutano noi in questo complicato periodo - il commento di Giuseppe Cassano, che oggi festeggia il compleanno, oltre l'onorificenza - L’iniziativa e la candidatura è avvenuta grazie alla mia professoressa di italiano che mi ha assecondato e seguito ogni giorno durante la produzione dei supporti delle visiere. Voglio solo dire una cosa ai miei coetanei: fate ciò che più amate, e non vi stancherete mai di fare il vostro meglio per raggiungere i vostri obiettivi, anche se ignoti".
"L'onorificenza a Giuseppe è un grande riconoscimento per la bellissima comunità del Ferraris. Mi congratulo con il nostro alunno, vero esempio di impegno e solidarietà in un momento pandemico e sociale assai difficile", è il commento del dirigente scolastico dell'Itis, Luigi Melpignano.
Giuseppe Cassano è Alfiere della Repubblica. La sua docente e la sua scuola gioiscono per lui Giuseppe pedala da sempre, ha fatto pedalare la sua stampante, le ha fatto macinare chilometri. La sua stampante ha forato e si è rialzata. Ma Giuseppe, da buon amante delle pedalate, sa benissimo che i migliori successi di tappa si costruiscono grazie alle spalle forti dei gregari e della squadra che crede nel suo uomo di punta.